Bambini dimenticati in auto: come prevenirlo

pubblicato in: Vita da mamma | 1

Ogni estate i bambini dimenticati in auto sono sempre troppi. Anche uno solo sarebbe troppo per me. Non me la sento di giudicare i genitori, sono distrutti nel loro dolore e devono trovare la forza di andare avanti con la loro vita che ormai ha perso ogni senso.

Quello che posso fare, che possiamo fare tutti noi è prevenire, diffondere il più possibile i metodi di prevenzione in modo che raggiungano ogni genitore e che tragedie del genere non accadano più.

Il profilo-tipo del genitore che dimentica il proprio figlio

Gene Weingarten, giornalista del Washington Post, nel 2009 scrisse un lungo articolo, con il quale vinse il premio Pulitzer, analizzando diversi casi. Nei 10 anni precedenti all’articolo, tra i genitori incorsi in questa disgrazia negli Stati Uniti c’erano: una dentista, un postino, un assistente sociale, un poliziotto, un commercialista, un soldato, un rabbino, un’infermiera, un pastore protestante, un docente universitario e una pediatra.

Dunque non esiste un profilo-tipo. Può accadere a chiunque. A quelli distratti e ai maniaci dell’organizzazione, ai poveri e ai ricchi, ai laureati e agli analfabeti, alle madri e ai padri.

Lo schema dei fatti è sempre lo stesso

La dinamica è spesso molto simile: un genitore sotto stress o particolarmente stanco o che per qualche motivo ha cambiato la sua routine quotidiana, dimentica di lasciare il figlio da qualche parte e continua con la sua giornata lavorativa. Finché qualcosa gli fa scattare alla mente il ricordo del figlio, spesso dopo troppe ore, dopo una disperata corsa alla macchina parcheggiata solo il sole, la scoperta peggiore del mondo.

Com’è possibile dimenticare il proprio figlio in auto?

Questa è la domanda che si pongono in tanti, soprattutto coloro che non hanno figli. Nell’articolo Weingarten riporta le parole di David Diamond, docente di fisiologia molecolare alla University of South Florida di Tampa, che spiega che “la memoria è una macchina e non è infallibile. La nostra mente cosciente dà priorità alle cose in base alla loro importanza, ma a livello cellulare la memoria non funziona così. Se sei capace di dimenticare il tuo telefono, sei potenzialmente capace di dimenticare tuo figlio“.

Vent’anni fa questi spiacevoli incidenti non accadevano, è vero. Questo perché i seggiolini auto sono oggi spesso posti sul sedile posteriore e girati in senso contrario a quello di marcia. In questo modo sono più sicuri in caso di incidente ma sono fuori dalla vista del genitore. Se il bambino dorme è purtroppo facile non accorgersi se è a bordo o no.

Prevenire è l’unico modo

Veniamo al dunque, come possiamo prevenire questi terribili black out della nostra memoria e mettere fine ai bambini dimenticati in auto? Ci sono diverse soluzioni, da piccoli accorgimenti a dispositivi appositi:

  • lasciate sempre sul sedile posteriore la vostra borsa o il cellulare o il portafoglio, insomma qualcosa che vi serva quando scendete dall’auto, in modo da dovere per forza aprire la portiera posteriore e vedere il bambino;
  • lasciate sul sedile anteriore qualcosa del bambino, come la sua borsa per il cambio o qualche giochino, così vedendola vi ricorderete che il bambino è ancora a bordo;
  • se cambiate la vostra routine quotidiana, mettete un allarme sul vostro cellulare in modo che suoni pochi minuti dopo il momento in cui dovevate accompagnare il bambino;
  • se siete in un periodo di forte stress o di mancanza di sonno, chiedete alle maestre dell’asilo o alla baby sitter di telefonarvi nel caso in cui non vedano arrivare il bambino;
  • esistono poi dei seggiolini con allarme incorporato, grazie ai quali se si spegne l’auto senza slacciare la cintura del seggiolino viene emesso un segnale sonoro;
  • altri dispositivi con allarme si basano invece sul peso: se l’adulto spegne l’auto o si allontana dal sedile senza recuperare il bambino, scatta un allarme luminoso e sonoro;
  • la tecnologia viene in aiuto anche con app che controllano il percorso effettuato: una volta raggiunta la destinazione impostata, l’app inizia a inviare notifiche che, se non vengono visualizzate, fanno scattare il “protocollo di emergenza”, vengono inviate email e messaggi ai numeri memorizzati;
  • *AGGIORNAMENTO: una nuova soluzione è il braccialetto di Progetto Schiaffo, se ancora non lo conoscete venite a scoprirlo qui.

Di possibili precauzioni quindi ce ne sono molte, passate parola a tutti i genitori che conoscete e se vedete un bambino chiuso in auto sotto al sole non esitate a chiamare il 112, anche un passate può salvargli la vita!

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