Io non viaggio da sola: vi racconto perché in 5 punti

pubblicato in: Riflessioni | 12

In questo periodo nel quale tanti esaltano la bellezza del viaggiare senza compagni, del fare ciò che si vuole senza dover rendere conto a nessuno, del poter riflettere in solitudine, io mi trovo ad andare contro corrente.

Se c’è una cosa che proprio non mi piace fare, infatti, è viaggiare da sola, ecco le mie 5 motivazioni.

Un marito, una moglie e un frangipani – Enrico Fregoni

1. Chi viaggia in compagnia viaggia due volte

La prima volta si viaggia fisicamente, quando prendiamo il nostro treno-aereo-bibicletta che sia ed intraprendiamo la nostra avventura, la seconda volta invece è un viaggio mentale. A distanza di tempo magari, un ricordo che può scaturire dal profumo di un docciashiuma utilizzato durante il viaggio, da una canzone che avevate inserito nella vostra compilation, da un’immagine che all’improvviso vi balza alla mente senza un motivo particolare. Proprio allora scatta la frase “ti ricordi quella volta che”, “che ridere quando abbiamo”, “che incubo è stato quel”. Se avete viaggiato da soli nessuno potrà capire il vostro stato d’animo ed immancabilmente vi sentirete un po’ soli, mentre se chi ha condiviso gioie e dolori è ancora accanto a voi sarà come tornare indietro nel tempo, anche solo per un attimo.

2. La crescita nasce dal confronto

Inutile dire che chi si confronta con persone che la pensano sempre come lui non avrà mai l’opportunità di crescere. La stessa cosa vale nel viaggiare, è dai piccoli compromessi che facciamo con i nostri compagni di viaggio che a volte traiamo le esperienze migliori. Restiamo affascinati davanti ad un quadro in un museo che da soli non avremmo mai visitato, vinciamo una nostra paura lanciandoci da uno scoglio che ci pareva altissimo, incontriamo una persona interessante in una località che avevamo giudicato monotona.

Ciaspolando in Val Grande – Martina Ricciardiello

3. Viaggiare insieme è entrare in intimità

Viaggiare con qualcun altro spesso non è facile perché passare così tanto tempo insieme corrisponde a creare una certa intimità. Un conto è trovarsi bene per bere una birretta, un altro essere così in sintonia da condividere la vita, anche per un breve periodo di tempo. Secondo me non si può dire di conoscere davvero una persona finché non si è fatto un viaggio insieme. Perciò potrebbe essere un bel banco di prova per un’amicizia o per un rapporto di coppia.

4. La felicità è reale solo quando è condivisa

Così scriveva Lev Tolstoj nel suo libro La felicità familiare, frase conosciuta ai più per il film Into the Wild (del quale vi ho parlato nel mio post sui film di viaggio). Nonostante il concetto di base sia controverso, perché qualcuno potrebbe sentirsi felice anche da solo, a chi non è mai capitato di volere subito condividere una bella esperienza o una bella notizia? Mentre facevo snorkeling a Bali, se non ci fosse stato mio marito al quale indicare un bellissimo pesce mugugnando un quasi incomprensibile “guarda quello” attraverso il boccaglio, forse mi sarei sentita meno felice. O se dopo ore e ore di cammino, arrivata sulla cima di una montagna, nessuno avesse potuto esclamare con me “wow” davanti al paesaggio mozzafiato, avrei sentito che mi mancava qualcosa.

Ammirando l’alba sul Monte Bromo, Indonesia – Asep Sasmara

5. Si possono assaggiare il doppio dei cibi

Quando mi trovo in terra straniera per me è d’obbligo assaggiare piatti del luogo. Però, ahimè, non sono molto brava a sceglierli ad istinto, perciò spesso il viaggiare in compagnia mi ha salvata dal restare a pancia vuota. Ordinando diversi piatti c’è più possibilità di trovare qualcosa che incontri i nostri gusti ed in ogni caso si possono assaggiare più specialità. Inoltre, per me il pasto è il momento conviviale per eccellenza, anche a casa esigo che la televisione resti spenta, e mangiare da sola mi mette una gran tristezza.

Cosa ne pensate? Anche voi come me amate viaggiare in compagnia o siete dei solitari?

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Grazie 2016, benvenuto 2017
Che fine ho fatto

12 Risposte

  1. Sono d’accordo con te! Anche io ho sempre viaggiato in compagnia, con marito o amici. A dire la verità sono un pó fifona, nonostante organizzi sempre tutto io e riesca a cavarmela da sola in tutte le situazioni, ho bisogno comunque di sostegno morale. E poi vuoi mettere le spese? A parte gli aerei, in compagnia il prezzo della maggior parte delle cose si divide, e non é una cosa da poco ?

  2. Nemmeno a me piace viaggiare da sola, nonostante sia una persona che fa amicizia facilmente e non ho problemi a conoscere gente in viaggio, ma vuoi mettere condividere con qualcuno a cui vuoi bene l’esperienza del viaggio?

    • Esattamente, se non c’è nessuno con il quale si vuole condividere un’esperienza così forte, evidentemente non si ha un legame veramente solido con nessuno!

  3. Hai scritto tutte cose condivisibili ma viaggiare soli ha lati positivi.

  4. La penso esattamente come te. E ad ogni persona che porta avanti il “bello del viaggiare soli” rispondo sempre che la felicità è vera solo se condivisa 😉

  5. In questo momento ho più tempo a disposizione di mio marito e ne sto approfittando per fare qualche lungo viaggio… Sto facendo delle bellissime esperienze, ma mi manca proprio il fatto di condividerle con lui! Chiaramente le partenze con mio marito sono sempre le più belle! 🙂

    • Ti capisco Maria Grazia, anche a me quando è capitato di fare viaggetti senza mio marito poi pensavo quasi sempre “chissà come piacerebbe a Enrico”!

  6. Anch’io sono una viaggiatrice e mi piacerebbe conoscere altre donne di Firenze x organizzare viaggi fai da te in Asia Indocina ecc ecc non sono interessata all’Europa….e… stati uniti

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