La dotta, la grassa, la rossa: i tre soprannomi di Bologna

pubblicato in: Città, Europa | 1

La chiamano la dotta, la grassa, la rossa. Avete capito di chi sto parlando? No, non della mia professoressa di inglese delle superiori, ma della città di Bologna. Se infatti alcune città italiane hanno un soprannome, “Roma la città eterna”, “Brescia la Leonessa d’Italia”, Bologna ne vanta ben tre.

Accompagnata da una mia amica che studia là, ho fatto un breve ma intenso tour di Bologna e ho scoperto il perchè di questi tre soprannomi:

La dotta

La Dotta perchè ospita l’università più antica del mondo occidentale (1088). Università che tra i suoi studenti ha avuto, tra gli altri, Dante e Petrarca. Oggi è articolata secondo una struttura muticampus (oltre al Campus di Bologna vi sono i campus di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini e la sede estera di Buenos Aires) ed è frequentata da circa 80 mila studenti provenienti da tutto il mondo, i quali contribuiscono a creare quel clima speciale che rende la città tanto affascinante. A me trasmette un senso di calma confusionarietà: non c’è tendenza all’ordine, ma neppure sembra che ce ne sia bisogno.

Biblioteca comunale dell’Archiginnasio – Martina Ricciardiello

La grassa

La Grassa per la sua gastronomia conosciuta in tutta Italia e nel mondo intero. Mortadella, tagliatelle, tortellini in brodo, lasagne, piadine, squacquerone. Nel centro di Bologna c’è un’area d’antica tradizione commerciale, mercantile e artigianale soprannominata il Quadrilatero: qui si trovano gioiellerie, macellerie, salumerie, banchi di frutta e verdura, panifici, negozi di gastronomia tipica ed altre attività artigianali e commerciali specializzate. Molti negozietti hanno mantenuto gli arredi e l’architettura storica, passeggiare tra quei vicoli stretti e odorosi è un’esperienza da non perdere.

Gastronomia in via Pescherie Vecchie – Martina Ricciardiello

La rossa

La Rossa per più di una ragione:

  • per i mattoni rossi con i quali sono stati costruiti torri e palazzi sparsi per tutta la città;
  • per lo storico schieramento politico degli abitanti di Bologna, decisamente rosso;
  • infine, per le rosse Ferrari e Ducati (ma anche le meno rosse Maserati e Lamborghini). Bologna è infatti il capoluogo della Regione più famosa al mondo per la concentrazione di aziende motoristiche, per questo chiamata la Terra dei Motori.
Chiesa di Santo Stefano – Martina Ricciardiello

Il tempo ottimale per visitare la città di Bologna è un fine settimana, magari in autunno: ricominciano le lezioni universitarie, la vie e le piazze brulicano di giovani, l’afa estiva ha ormai cercato altri lidi, è un ottimo svago sia per chi ama la cultura sia per chi preferisce vacanze di gusto.

La leggenda sulla fontana del Nettuno: una leggenda racconta che il Giambologna, lo scultore della statua, volesse realizzare il Nettuno con i genitali più grandi, ma la Chiesa glielo proibì. Quindi lui, per fare un dispetto, disegnò la statua in modo tale che, da una particolare angolazione, il pollice della mano sinistra tesa del Nettuno sembri spuntare direttamente dal basso ventre, facendogli suggerire (eretto) il genitale! A prova di ciò, viene mostrata ai turisti una pietra pavimentale nera, detta anche “della vergogna”, posta in un punto ben preciso in Piazza del Nettuno che agevola la visione a sostegno della leggenda.

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