Vacanza al mare con neonato

pubblicato in: In viaggio con Diana | 2

Ho sempre pensato che la nascita di un bambino non dovesse condizionare la vita sociale di due genitori. Da quando sono diventata mamma mi sono in parte ricreduta. Ora penso che si possa comunque mantenere la maggior parte delle attività di prima, ma i tempi e le modalità cambiano decisamente. Con mia grande sorpresa questo cambiamento non mi è dispiaciuto per niente, l’ho accolto con naturalezza: una nuova fase della mia vita che prima o poi doveva arrivare.

Dopo la mia esperienza in Croazia con la piccola Diana, di soli due mesi, ecco cosa posso consigliare.

Il viaggio in macchina

Viaggiare con un neonato è in realtà più semplice di quanto possa sembrare. La maggior parte dei neonati tende a dormire cullata dalle oscillazioni del movimento della macchina, è una forza più grande di loro!

Per quanto riguarda la sicurezza, ci sono due possibilità per il trasporto del neonato: l’ovetto o la carrozzina, presenti nei Trio di tutte le marche. La carrozzina – ovviamente usata con le dovute cinture di sicurezza – è decisamente più comoda per il neonato, che può restare sdraiato come a casa, d’altra parte però occupa lo spazio di due persone. L’ovetto occupa invece meno posto, ma non si può usare per viaggi molto lunghi perché mantiene il neonato in una posizione che a lungo andare può far male alla schiena. Siccome noi viaggiavamo in 4 adulti, abbiamo comunque scelto l’ovetto e abbiamo fatto una pausa in Autogrill a metà viaggio per tenere un po’ in braccio Diana e per sgranchirci le gambe (avevamo solo 5 ore di viaggio).

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Il passeggino protetto dalla tenda parasole nella pineta – Martina Ricciardiello

L’allattamento

L’allattamento era la cosa che mi spaventava di più, perché Diana mangia spesso e senza orari. Sapendo che per poter girare senza problemi avrei dovuto allattarla in qualsiasi posto mi trovassi, ho comprato un paio di magliette da allattamento (alla H&M ce ne sono di carine ed economiche), in modo da essere comunque il più possibile riparata da occhi indiscreti. Abbiamo poi caricato in macchina una sedia da campeggio, che si è rivelata utilissima per allattare in spiaggia. Questi due oggetti hanno reso l’esperienza più facile, mi sono trovata ad allattare in macchina, nei ristoranti, sulla spiaggia, in grotte in riva al mare, su una panchina nel parco ed in una pineta.

Considerato l’elevato numero di famiglie con bambini che abbiamo incontrato in Croazia, sono decisamente stupita del fatto di non avere incontrato nessun’altra mamma che allattava. Mi sono domandata se si chiudano tutte in casa. Io non ce la farei, ho bisogno di uscire, incontrare gente e godermi l’aria fresca. Considerato che allattare è la scelta di nutrimento migliore per mia figlia, perché dovrei nascondermi e vergognarmene? Prendere il sole in topless va bene ma allattare sulla spiaggia (dove non si vede che un mini pezzo di pelle) invece no?

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Qui ho appena finito di allattare Diana – Enrico Fregoni

Il mare

In Croazia le spiagge sono per lo più di sassi e scogli, per me normalmente inaccettabile (sabbia for ever) ma in questo caso si è rivelato molto più comodo. Non trovare la sabbia in ogni angolo del passeggino e delle borse non mi è dispiaciuto affatto!

Inutile specificare che un neonato non può stare in pieno sole, scordatevi dunque di passare la vacanza ad abbrustolirvi come una lucertola. A parer mio ci si può divertire rispettando i tempi e le esigenze del bebè. La nostra tattica fin dai primi giorni è stata quella di svegliarci presto (anche perché Diana dormiva al massimo fino alle 8) e andare in spiaggia quando ancora non faceva troppo caldo. Trovare un bel posto all’ombra per la bimba, aiutandoci con una tenda parasole (tipo quelle della Decathlon), e quando faceva troppo caldo e c’era troppa gente trovare un bel barettino in cui fare un aperitivo. Poi ritornare all’appartamento per far riposare Diana, mentre mio marito ed io ci alternavamo in piscina. Nel tardo pomeriggio visitavamo qualche città e restavamo fuori per cena.

L’attrezzatura

Tra le cose che ho trovato molto utili portarmi dietro per Diana ci sono:

  • Sdraietta per la doccia, sulla quale posizionare il neonato per lavarlo agevolmente;
  • Crema per il cambio: con il caldo è facile che sorgano irritazioni da pannolino;
  • Copertina: al mare di solito il clima è più fresco la sera e spesso più ventilato, in più un oggetto che “profuma di casa” può aiutare ad addormentarsi;
  • Crema solare 50+ e crema anti zanzare per neonati;
  • Cappellino: indispensabile per proteggere dal sole e dal vento;
  • Sedia da campeggio per allattare o anche solo per tenerla in braccio;
  • Tenda parasole per il mare;
  • Marsupio (o fascia): utilissimo per visitare una città o fare una passeggiata, Diana ci ha fatto delle super dormite.
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Diana nel marsupio con papà – Martina Ricciardiello

Vacanza in clan

La cosa più indispensabile dell’andare in vacanza con un neonato è lo scegliere con chi andare. La cosiddetta “vacanza in clan”, ovvero l’affittare una casa al mare con amici o famigliari, permette di aiutarsi a vicenda con i figli. Condividere le piccole fatiche quotidiane con altre persone aiuta a rilassarsi tutti di più e godersi meglio le vacanze.

 

Se avete altri consigli scriveteli nei commenti, sarò più che felice di leggerli!

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